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….Nono’ canta con gli occhi, con le mani, con il sudore
di chi non tira mai al risparmio. Le sue storie del resto glielo
impedirebbero: sono sempre cronaca che diventa poesia attraverso
la sua appassionata interpretazione…… Nono’ canta, o meglio
"vive" con tutta la sua singolare potenza vocale, con tutta la
forza di uno che si impegna a tradurre in suoni la sua stessa
esistenza.
Il dolore, il rancore, la protesta, l’umorismo, la gioia di
vivere, la disperazione, la voglia di dire tutte queste cose… A
chi? Nono’ ha un linguaggio universale: va bene tanto ai bambini
quanto alle anime semplici o agli uditori piu’ smaliziati. E
perché no, anche agli snob. Perché il linguaggio di cui dispone
e’ immediato, senza mezzi termini, tagliato con l’accetta e
senza avvertibili adulterazioni commerciali. Io l’ho sempre
sentito qui al Nord, ma immagino quanta presa, quanta nostalgia,
quanto coraggio egli possa comunicare nella sua isola, presso i
luoghi dai quali e’ partito… Di cosi’ aggressivi, di cosi’
convincenti noi ne abbiamo proprio pochini e Nono’ Salamone
fortunatamente non ha sofferto di "acclimatazione": e’ rimasto e
rimane impavido, a cantarci le sue storie; che, anche se partono
dalla Sicilia, fortunatamente assurgono ad una universalita’ che
e’ poi quella della vita di tutti i giorni. Qui o altrove, la
sua voce avra’ sempre ascoltatori e spettatori cui riferirsi.
Per nostra fortuna!. |